La forte domanda spinge anche le truffe- Il sole 24 ore del 24-2-2007--Maurizio Cannone
Pare che non ci sia speranza. Comprare casa è e rimarrà un passo rischioso. In agguato ogni tipo di truffatori che mettono in atto stratagemmi vecchi e nuovi. Questo almeno guardando alle ultime operazioni condotte dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. Sempre più spesso sono gli agenti immobiliari, veri o sedicenti, a subire la tentazione dei facili guadagni. Come nel caso di Como dove un'agenzia che aveva scelto come sede la centralissima piazza Cavour ha lasciato con un palmo di naso due compratori per lo stesso appartamento. Entrambi hanno versato gli anticipi, per un totale di 150mila euro, ma non sono mai riusciti a firmare il rogito. Stessa operazione fatta nel torinese, a Moncalieri. Qui un sedicente agente immobiliare, riuscito a vendere a due persone l'appartamento in cui abitavano in affitto i propri genitori. - Anche in questo caso i malcapitati, e un poco ingenui, hanno perso i rispettivi anticipi per un totale di 20mila euro.
ALBA ADRIATICA - Vendevano appartamenti e garage attraverso società destinate al fallimento per eludere le richieste avanzate dai creditori. La truffa è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Teramo. In particolare, nel mirino delle fiamme gialle sono finite una serie di operazioni commerciali che hanno riguardato le cessioni di due strutture immobiliari composte da 32 unità abitative, cantine, box e posti auto situate ad Alba Adriatica.-Gli investigatori, al termine di un'approfondita attività d'indagine condotte in diverse località per cospicue compravendite immobili-ari, alcune delle quali abilmente simulate, hanno scoperto un'attività illecita molto articolata, ideata da una regia occulta, in base al quale si procedeva alla vendita di beni di rilevante valore economico attra-verso società vicine al fallimento per eludere la massa dei creditori--La Procura di Teramo, sulla base degli elementi raccolti, ha avanzato l'accusa di bancarotta e insolvenza fraudolenta e di truffa a carico di sei persone, che avrebbero distratto il patrimonio ed occultato i ricavi delle società fallite--.Gli immobili oggetto delle compra-vendite sono stati sequestrati, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro--Tre gli arrestati, quattro persone ai domiciliari fra Marche e Abruzzo. Grazie a documenti falsi la banda acquistava immobili offrendo come garanzia mutui fittizi. La mente della banda è la sedicente Eva Soave, in realtà una truffatrice
ACQUISTO DA IMPRESA COSTRUTTRICE.
Come si alimenta la truffa se l’aspirante acquirente non esige venga applicata la legge 210/2004- Fallimento immobiliare: la truffa di Massarosa- Stessi appartamenti venduti a più persone e fideiussioni non valide-
Settanta famiglie travolte dalla crisi finanziaria dell’impresa edile.
Massarosa è un piccolo centro di 20mila abitanti in provincia di Lucca, uno di quei paesi dove le persone si conoscono. tra di loro e le informazioni circolano col passa-parola-
Negli ultimi anni però questo metodo informale per conoscere le cose non ha funzionato e settanta famiglie sono rimaste scottate da uno dei più dannosi tra gli ultimi fallimenti immobiliari. Persone che hanno pagato degli appartamenti in costruzione e hanno perso tutto: sia i soldi versati che la casa
"Era uno dei più grossi costruttori della zona - racconta Giuseppe Ardito, che rappresenta tutte le vittime - e mi fidavo di lui, perché tutti me ne parlavano bene. Anche un direttore di banca mi aveva detto che con lui i soldi erano al sicuro". Così nel 2006 Ardito non solo ha accettato il compromesso per comprarsi una villetta per sé, ma ha anche firmato il preliminare per l'acquisto di un altro appartamento per il suocero.
La consegna doveva avvenire all’inizio del 2007, periodo in cui, invece, iniziano i problemi. "I lavori nel cantiere - ricorda Ardito - della mia villetta si sono fermati, c'è anche stato un pignoramento. Ho fatto delle indagini e ho scoperto che c'erano molte persone che erano state truffate da lui". Truffate perché l’impresa edile faceva dei doppi contratti, ovvero vendeva la stessa casa a più persone: "La casa di mio suocero - conferma - è stata venduta ad altre due persone, tra le quali un rifornitore a cui doveva dei soldi. In pratica ora sono in tre con lo stesso contratto in mano"
Come al solito a peggiorare la situazione arriva, puntuale, il falli-mento dell'impresa, dichiarato dal Tribunale di Lucca nell'aprile del 2008. A quel punto Oldrini, sia per la sua casa che per quella del suocero, aveva versato in tutto 250mila euro. Pensa di essere al sicuro, perché aveva richiesto la fideiussione, che, come prevede il D.Lgs 122/05, doveva tutelare i soldi versati all’impresa poi fallita. Invece arriva la seconda doccia fredda: l'impresa edile aveva stipulato la fideiussione con un intermediario finanziario che non rispetta i criteri della legge citata, e che non risarcisce gli acquirenti.
Alla fine, quindi, le vittime di questo fallimento immobiliare si sono ritrovati beffate tre volte: ditta fallita, doppi contratti e fideiussioni non valide. Persone che hanno perso soldi e visto svanire il sogno della casa, e sanno che difficilmente riavranno indietro qualcosa. La conclusione di Ardito non lascia spazio all’ottimismo: "Siamo in tanti a essere travolti, proveremo a fare un concordato con il curatore, ma dovremmo coprire anche i nove milioni di debito dell'impresa con le banche. E poi - prosegue - risolvere il problema dei doppi contratti, perché alla fine ci sono 70 famiglie che si contendono 58 case. Temo che non riusciremo a risolvere la situazione. Se siamo fortunati tra molti anni ci restituiscono il dieci per cento di quanto abbiamo perso"
Ora quindi le case dell'impresa fallita, già in parte pagate da sfortunati acquirenti, sono in mano al curatore fallimentare e molto probabilmente saranno vendute all'asta.
Sandro Foschi (05-12-2008)
TORINO 28 settembre 2007
Prima la separazione, poi le difficoltà della sua attività e infine lo sfratto. Per questa sera di eventi sfortunati una donna qualunque, una 37enne incensurata, si è trasformata in truffatrice vendendo per almeno sei volte l’appartamento in cui vive in affitto, per questo è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Torino Mirafiori e dopo il suo fermo altre tre persone si sono presentate in caserma dicendo di aver subito lo stesso raggiro.
A far scoprire la truffa sono stati due amici che si sono ritrovati a parlare dell’affare immobiliare che entrambi stavano concludendo, l’acquisto di un alloggio nel quartiere Santa Rita per soli 120 mila euro, per il quale uno dei due aveva già dato la caparra. Quando ha sentito l’amico che stava per andare a visionare l’appartamento il giovane gli ha raccontato di aver già firmato lui il contratto versando un acconto sul prezzo dell’immobile e quindi i due ragazzi hanno capito che si trattava di un raggiro e si sono presentati dalla donna dicendole di aver scoperto il suo “trucco”. I due giovani l’hanno denunciata ai carabinieri che hanno scoperto che dal mese di maggio aveva truffato almeno sei persone. Tanti, infatti, sono stati i contratti già firmati, con caparre per oltre 62 mila euro, trovati nell’appartamento della donna insieme ad un’altra ventina di moduli prestampati pronti per essere compilati. Secondo quanto accertato dai militari la signora metteva in vendita l’alloggio dal quale era stata sfrattata compilando "regolarì contratti " facendosi consegnare caparre tra i 5 e i 12 mila euro e dando a sua volta al cliente false visure catastali realizzate da lei al computer
VEDI ANCHE QUESTO LINK
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=1284195
VEDI ANCHE CASO ISORELLA IN PDF QUI SOTTO
La forte domanda spinge anche le truffe- Il sole 24 ore del 24-2-2007--Maurizio Cannone
Pare che non ci sia speranza. Comprare casa è e rimarrà un passo rischioso. In agguato ogni tipo di truffatori che mettono in atto stratagemmi vecchi e nuovi. Questo almeno guardando alle ultime operazioni condotte dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. Sempre più spesso sono gli agenti immobiliari, veri o sedicenti, a subire la tentazione dei facili guadagni. Come nel caso di Como dove un'agenzia che aveva scelto come sede la centralissima piazza Cavour ha lasciato con un palmo di naso due compratori per lo stesso appartamento. Entrambi hanno versato gli anticipi, per un totale di 150mila euro, ma non sono mai riusciti a firmare il rogito. Stessa operazione fatta nel torinese, a Moncalieri. Qui un sedicente agente immobiliare, riuscito a vendere a due persone l'appartamento in cui abitavano in affitto i propri genitori. - Anche in questo caso i malcapitati, e un poco ingenui, hanno perso i rispettivi anticipi per un totale di 20mila euro.
ALBA ADRIATICA - Vendevano appartamenti e garage attraverso società destinate al fallimento per eludere le richieste avanzate dai creditori. La truffa è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Teramo. In particolare, nel mirino delle fiamme gialle sono finite una serie di operazioni commerciali che hanno riguardato le cessioni di due strutture immobiliari composte da 32 unità abitative, cantine, box e posti auto situate ad Alba Adriatica.-Gli investigatori, al termine di un'approfondita attività d'indagine condotte in diverse località per cospicue compravendite immobili-ari, alcune delle quali abilmente simulate, hanno scoperto un'attività illecita molto articolata, ideata da una regia occulta, in base al quale si procedeva alla vendita di beni di rilevante valore economico attra-verso società vicine al fallimento per eludere la massa dei creditori--La Procura di Teramo, sulla base degli elementi raccolti, ha avanzato l'accusa di bancarotta e insolvenza fraudolenta e di truffa a carico di sei persone, che avrebbero distratto il patrimonio ed occultato i ricavi delle società fallite--.Gli immobili oggetto delle compra-vendite sono stati sequestrati, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro--Tre gli arrestati, quattro persone ai domiciliari fra Marche e Abruzzo. Grazie a documenti falsi la banda acquistava immobili offrendo come garanzia mutui fittizi. La mente della banda è la sedicente Eva Soave, in realtà una truffatrice
ACQUISTO DA IMPRESA COSTRUTTRICE.
Come si alimenta la truffa se l’aspirante acquirente non esige venga applicata la legge 210/2004- Fallimento immobiliare: la truffa di Massarosa- Stessi appartamenti venduti a più persone e fideiussioni non valide-
Settanta famiglie travolte dalla crisi finanziaria dell’impresa edile.
Massarosa è un piccolo centro di 20mila abitanti in provincia di Lucca, uno di quei paesi dove le persone si conoscono. tra di loro e le informazioni circolano col passa-parola-
Negli ultimi anni però questo metodo informale per conoscere le cose non ha funzionato e settanta famiglie sono rimaste scottate da uno dei più dannosi tra gli ultimi fallimenti immobiliari. Persone che hanno pagato degli appartamenti in costruzione e hanno perso tutto: sia i soldi versati che la casa
"Era uno dei più grossi costruttori della zona - racconta Giuseppe Ardito, che rappresenta tutte le vittime - e mi fidavo di lui, perché tutti me ne parlavano bene. Anche un direttore di banca mi aveva detto che con lui i soldi erano al sicuro". Così nel 2006 Ardito non solo ha accettato il compromesso per comprarsi una villetta per sé, ma ha anche firmato il preliminare per l'acquisto di un altro appartamento per il suocero.
La consegna doveva avvenire all’inizio del 2007, periodo in cui, invece, iniziano i problemi. "I lavori nel cantiere - ricorda Ardito - della mia villetta si sono fermati, c'è anche stato un pignoramento. Ho fatto delle indagini e ho scoperto che c'erano molte persone che erano state truffate da lui". Truffate perché l’impresa edile faceva dei doppi contratti, ovvero vendeva la stessa casa a più persone: "La casa di mio suocero - conferma - è stata venduta ad altre due persone, tra le quali un rifornitore a cui doveva dei soldi. In pratica ora sono in tre con lo stesso contratto in mano"
Come al solito a peggiorare la situazione arriva, puntuale, il falli-mento dell'impresa, dichiarato dal Tribunale di Lucca nell'aprile del 2008. A quel punto Oldrini, sia per la sua casa che per quella del suocero, aveva versato in tutto 250mila euro. Pensa di essere al sicuro, perché aveva richiesto la fideiussione, che, come prevede il D.Lgs 122/05, doveva tutelare i soldi versati all’impresa poi fallita. Invece arriva la seconda doccia fredda: l'impresa edile aveva stipulato la fideiussione con un intermediario finanziario che non rispetta i criteri della legge citata, e che non risarcisce gli acquirenti.
Alla fine, quindi, le vittime di questo fallimento immobiliare si sono ritrovati beffate tre volte: ditta fallita, doppi contratti e fideiussioni non valide. Persone che hanno perso soldi e visto svanire il sogno della casa, e sanno che difficilmente riavranno indietro qualcosa. La conclusione di Ardito non lascia spazio all’ottimismo: "Siamo in tanti a essere travolti, proveremo a fare un concordato con il curatore, ma dovremmo coprire anche i nove milioni di debito dell'impresa con le banche. E poi - prosegue - risolvere il problema dei doppi contratti, perché alla fine ci sono 70 famiglie che si contendono 58 case. Temo che non riusciremo a risolvere la situazione. Se siamo fortunati tra molti anni ci restituiscono il dieci per cento di quanto abbiamo perso"
Negli ultimi anni però questo metodo informale per conoscere le cose non ha funzionato e settanta famiglie sono rimaste scottate da uno dei più dannosi tra gli ultimi fallimenti immobiliari. Persone che hanno pagato degli appartamenti in costruzione e hanno perso tutto: sia i soldi versati che la casa
"Era uno dei più grossi costruttori della zona - racconta Giuseppe Ardito, che rappresenta tutte le vittime - e mi fidavo di lui, perché tutti me ne parlavano bene. Anche un direttore di banca mi aveva detto che con lui i soldi erano al sicuro". Così nel 2006 Ardito non solo ha accettato il compromesso per comprarsi una villetta per sé, ma ha anche firmato il preliminare per l'acquisto di un altro appartamento per il suocero.
La consegna doveva avvenire all’inizio del 2007, periodo in cui, invece, iniziano i problemi. "I lavori nel cantiere - ricorda Ardito - della mia villetta si sono fermati, c'è anche stato un pignoramento. Ho fatto delle indagini e ho scoperto che c'erano molte persone che erano state truffate da lui". Truffate perché l’impresa edile faceva dei doppi contratti, ovvero vendeva la stessa casa a più persone: "La casa di mio suocero - conferma - è stata venduta ad altre due persone, tra le quali un rifornitore a cui doveva dei soldi. In pratica ora sono in tre con lo stesso contratto in mano"
Come al solito a peggiorare la situazione arriva, puntuale, il falli-mento dell'impresa, dichiarato dal Tribunale di Lucca nell'aprile del 2008. A quel punto Oldrini, sia per la sua casa che per quella del suocero, aveva versato in tutto 250mila euro. Pensa di essere al sicuro, perché aveva richiesto la fideiussione, che, come prevede il D.Lgs 122/05, doveva tutelare i soldi versati all’impresa poi fallita. Invece arriva la seconda doccia fredda: l'impresa edile aveva stipulato la fideiussione con un intermediario finanziario che non rispetta i criteri della legge citata, e che non risarcisce gli acquirenti.
Alla fine, quindi, le vittime di questo fallimento immobiliare si sono ritrovati beffate tre volte: ditta fallita, doppi contratti e fideiussioni non valide. Persone che hanno perso soldi e visto svanire il sogno della casa, e sanno che difficilmente riavranno indietro qualcosa. La conclusione di Ardito non lascia spazio all’ottimismo: "Siamo in tanti a essere travolti, proveremo a fare un concordato con il curatore, ma dovremmo coprire anche i nove milioni di debito dell'impresa con le banche. E poi - prosegue - risolvere il problema dei doppi contratti, perché alla fine ci sono 70 famiglie che si contendono 58 case. Temo che non riusciremo a risolvere la situazione. Se siamo fortunati tra molti anni ci restituiscono il dieci per cento di quanto abbiamo perso"
Ora quindi le case dell'impresa fallita, già in parte pagate da sfortunati acquirenti, sono in mano al curatore fallimentare e molto probabilmente saranno vendute all'asta.
Sandro Foschi (05-12-2008)
TORINO 28 settembre 2007
Prima la separazione, poi le difficoltà della sua attività e infine lo sfratto. Per questa sera di eventi sfortunati una donna qualunque, una 37enne incensurata, si è trasformata in truffatrice vendendo per almeno sei volte l’appartamento in cui vive in affitto, per questo è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Torino Mirafiori e dopo il suo fermo altre tre persone si sono presentate in caserma dicendo di aver subito lo stesso raggiro.
A far scoprire la truffa sono stati due amici che si sono ritrovati a parlare dell’affare immobiliare che entrambi stavano concludendo, l’acquisto di un alloggio nel quartiere Santa Rita per soli 120 mila euro, per il quale uno dei due aveva già dato la caparra. Quando ha sentito l’amico che stava per andare a visionare l’appartamento il giovane gli ha raccontato di aver già firmato lui il contratto versando un acconto sul prezzo dell’immobile e quindi i due ragazzi hanno capito che si trattava di un raggiro e si sono presentati dalla donna dicendole di aver scoperto il suo “trucco”. I due giovani l’hanno denunciata ai carabinieri che hanno scoperto che dal mese di maggio aveva truffato almeno sei persone. Tanti, infatti, sono stati i contratti già firmati, con caparre per oltre 62 mila euro, trovati nell’appartamento della donna insieme ad un’altra ventina di moduli prestampati pronti per essere compilati. Secondo quanto accertato dai militari la signora metteva in vendita l’alloggio dal quale era stata sfrattata compilando "regolarì contratti " facendosi consegnare caparre tra i 5 e i 12 mila euro e dando a sua volta al cliente false visure catastali realizzate da lei al computer
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